Decimo capitolo della rubrica “Le memorie biancoblù”! Un progetto della Redazione HCAP mirato a ripercorrere la gloriosa storia del Club dagli albori fino ai giorni nostri attraverso interessanti contributi testuali e fotografici.

Nel decimo episodio della rubrica “Le memorie Biancoblù” Gino Gobbi (primo presidente HCAP) ci racconta alcuni aneddoti della stagione 1941/42: lo spazzaneve PETER prestato dalle autorità cantonali, la vittoria del campionato ticinese, il primo campionato di B e la mitica partita di qualifica con il Monchoisi (Losanna).

Buona lettura!

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Ai nostri tempi: Hockey! Hockey! Hockey!

“HCAP: squadra del Ticino!”

La stampa è con noi. “Avrebbe fatto ridere, qualche anno fa, quello sportivo che si fosse azzardato a parlare di hockey su ghiaccio nel Ticino. L’idea di voler lanciare la più tipica specialità sportiva invernale nel paese del sole sarebbe apparsa per lo meno fantastica. Il miracolo è stato invece compiuto. Nel Ticino si gioca al disco su ghiaccio; nel Ticino esiste una federazione regolarmente affigliata alla lega svizzera di hockey, nel Ticino questo magnifico sport acquista ogni giorno di popolarità e aumenta costantemente il numero dei suoi proseliti. Ai pochi coraggiosi che hanno lanciato l’hockey da noi va dunque il nostro plauso che si estende agli entusiasti dirigenti delle società cantonali”.

Dopo queste parole, come non ricaricarsi e riprendere il duro e lungo cammino.

Lo spazzaneve “PETER”  in azione alla Valascia (© Archivio Gino Gobbi)

Ricordo: nevicava, nevicava a non finire. Il campo era scomparso e livellato. Pur usando tutte le nostre forze e quelle dei volontari, sarebbe stata un’impresa ciclopica. E allora…? Anche i mezzi normali addetti allo sgombero della neve sulla cantonale non ce la facevano più. Il Governo ticinese decise di sperimentare un nuovo spazzaneve, mastodontico, chiamato PETER. Le strade vennero liberate in un baleno. Coraggio! Ci mettemmo in contatto con il Dipartimento competente che, senza indugi, ci concesse il “mostro” che condotto da un esperto, in poche ore, liberò la pista. Unica preoccupazione che, il gigante, con il suo peso, sfondasse il ghiaccio. Per ringraziamento invitammo il Consiglio di Stato a presenziare alle partite. Non venne, in corpore, ma un rappresentante, l’On. Forni, ci onorò con la sua presenza. Fu salutato da grossi applausi e il capitano gli porse un mazzo di garofani.

Nella stagione 41/42 l’Ambrì-Piotta, dopo aver vinto il campionato ticinese (Ambrì Piotta – Siberia: 12-0 e 3-2; Ambrì Piotta – Lugano: 7-1 e 12-2), affronta fiducioso il primo campionato di serie B. Non ci sono illusioni né ambizioni. Ambrì Piotta – Thalwil: 1-1; Ambrì Piotta – Berna III: 1-0.

1941/42 Siberia-Ambrì-Piotta (2-3). Da sinistra a destra: Croce, Guscetti II, Croce, Gobbi, Ferrari, Beffa, Peverelli , Guscetti I, Zamberlani. (foto: ©Gino Gobbi)

È il primo del suo gruppo e deve incontrare per la qualifica il Montchoisi a Losanna. Si va? Si rinuncia?

Ricordo: fu una trasferta memorabile! Il viaggio, il pernottamento… Dividendoci i compiti riuscimmo a preparare tutto. Trovai un alberghetto con alloggio e pensione. Anticipai 200 fr. per il viaggio (due terzi dello stipendio)… non tornarono più! Scendiamo alla stazione di Losanna e vediamo che ci viene incontro un portiere d’albergo che ci riceve come campioni. Meno male! Si comincia bene! L’albergo tutto molto bello con velluti e tappeti rossi. Pensavamo: che alberghetto in gamba! E poi! … Ci chiedono i passaporti. Ci guardiamo in faccia. Per quale motivo? L’albergo era stato riservato per la nazionale di hockey italiana. Ambrì-Piotta? Sconosciuto! Varie discussioni. La colpa non è nostra. Le camere sono già occupate. Restiamo. Però il conto è un po’ salato. Ricordando l’episodio si ride ancora oggi: quasi quasi si ritornava a casa contro rimborso.

Siamo alla patinoire coperta del Montchoisi e sgraniamo gli occhi increduli. Posti a sedere al calduccio, ghiaccio pulito, servizi e docce e finita la stagione si nuota. Siamo dei primitivi; ci sentiamo piccolini, piccolini! Gioca l’Italia contro la Svizzera. La velocità e il pattinaggio ci impressionano, così pure i tiri. Noi abituati alla transenna bassa, ci sentiamo pesci fuori d’acqua, quanto è ancora lungo il cammino. Vince la Svizzera per 8-3. Le tribune zeppe si svuotano. Rimane un centinaio di tifosi o curiosi. Si gioca e per un tempo si resiste. Sentiamo di non farcela: ci manca il respiro, fa caldo. Alla fine il Losanna ci batte per 5-1. Di questa trasferta se ne parlerà per diversi anni: fu una grossa esperienza per il fisico, il morale, il contatto con ambienti di diversa mentalità e per il borsello. (cont.)

19905.5 (Gino Gobbi)

                                  

Invitiamo fan e lettori a partecipare attivamente alla rubrica “Le memorie biancoblù”. Scriveteci le vostre storie, i vostri ricordi e inviateci le vostre foto d’archivio a redazione@hcap.ch!