Nono capitolo della rubrica “Le memorie biancoblù”! Un progetto della Redazione HCAP mirato a ripercorrere la gloriosa storia del Club dagli albori fino ai giorni nostri attraverso interessanti contributi testuali e fotografici.

Nel nono episodio della rubrica “Le memorie Biancoblù” con i ricordi restiamo alla fine degli anni ’30. In particolare Gino Gobbi (primo presidente HCAP) ricorda l’inaugurazione dei nuovi pantaloni da gioco così come le prime partite con formazioni d’oltralpe e, riallacciandosi a quanto presentato nella scorsa edizione, i faticosi tentativi di farsi notare dalla federazione nazionale.

Buona lettura!

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Ai nostri tempi: Hockey! Hockey! Hockey!

“I calzoncini (I cauzonit)”

Scriveva l’Illustrazione Ticinese: “Tra gli sport invernali che hanno preso incremento impensato non si può assolutamente dimenticare il pattinaggio. In Leventina, nel Bellinzonese, nel Locarnese e nel Luganese sono sorte piste naturali e artificiali di pattinaggio. Ad accrescere l’interesse ecco imporsi anche da noi lo sport del disco su ghiaccio: elettrizzante, dinamico, travolgente”. E seguiva: “ecco nella foto i campioni ticinesi dell’Ambrì-Piotta che a Bellinzona hanno piegato L’H.C. Siberia per 3 a 0”.

A Bellinzona. I calzoncini nuovi. Portiere Guscetti II, Gobbi, Guscetti I, Peverelli, Croce R., Zamberlani II, Zamberlani I, Croce F., Beffa I, Juri I. (© foto Brioschi)

Il 1939 è l’anno buono per la nostra squadra. Il 06.01.39 si inaugura la maglia ad Origlio e il 24.12.39 i calzoncini (undici a fr. 160). I vecchi si abbandonano: sono quelli lunghi, da sci, alla “zoava”. Vedi caso, sono tornati di moda nel 1982 dopo 43 anni! E con i calzoncini arrivarono anche i calzettoni.

Ricordo: Dopo un concorso, ci fu un’assemblea, per deliberare, con molte discussioni, perché c’erano due maglieriste sul posto e pochi centesimi di differenza (fr. 6.10 al paio per ogni giocatore).

…La squadra c’è e si amalgama ma la strada è lunga e piena di ostacoli per i confronti d’oltralpe, ma nulla può fermare il nostro entusiasmo.

Ricordo: A Muzzano nel 1938, sul laghetto gelato, in un incontro con una squadra del Lugano, l’Ambrì Piotta fu battuto per 2 a 1 malgrado un grosso impegno. Per la squadra di Lugano, allenatore e giocatore, c’era Müggli dei Diavoli Rossoneri del Milano. Müggli, impressionato positivamente dai leventinesi, si offerse sportivamente per un allenamento di due giorni ad Ambrì. Fu alquanto proficuo (gioco, regole, arbitro).

VALASCIA, al pino solitario. Debuttano: Juri Stelio e Sady Legena. Polli Renato arbitro (foto: ©Gino Gobbi)

Si disputano molte partite un po’ ovunque, con alterne vicende. Alla fine del ’39 si incontra una delle prime squadre d’oltre Gottardo: il Lucerna (0 a 1) con ritorno. Vengono anche il Thalwil (2-1) e lo Zürcher (0-4). Si disputa il campionato ticinese vinto dall’Ambrì.

Scrivevo, in buona fede: “… all’inizio i vallerani si sono imposti senza però realizzare adeguatamente. Era un gioco lento, sporadico, con attacchi scialbi e fortuiti. Malgrado ciò la squadra “bianco-nera” avrebbe potuto perdere.” (E sì, il primo Ambrì-Piotta era bianco-nero poiché molti dell’alta Leventina, compreso il sottoscritto, erano e sono tifosi della squadra di calcio del Lugano).

L’Ambrì forte, volonteroso e vivace. Il Locarno veloce ma troppo individuale, manca di coesione. Il Faido, solido fisicamente, manca di pattinaggio. Terminavo: “sportivi date il vostro appoggio per dare al Ticino la propria compagine d’hockey. Il contatto con le confederate servirà a rafforzare i vincoli che ci legano all’Elvezia, (beata ingenuità) conoscerci e comprenderci”. E il contatto ci fu, in molte occasioni, ma quello ufficiale fu alquanto laborioso… 39, 40, 41. Winterthur, Olten, Weltheim, Morat, Berna, Engelberg, Lucerna…

Ricordi: Quanta neve! La pista, appena pulita, era già piena. Partite rimandate all’ultimo momento. Tutti i soci attivi, simpatizzanti e gentil sesso, si impegnavano al massimo. Ma un bravo giocatore era allergico a spazzare la neve e non pagava la multa di 50 centesimi. Due terzi dei soci ritennero opportuna una riunione straordinaria dell’Assemblea per risolvere il caso…

Malgrado la nostra buona volontà mancavano i soldi ma i fiori, per il capitano e l’arbitro c’erano sempre e arrivavano da Bellinzona con un nastro rosso-blu. (cont.)

19905.5 (Gino Gobbi)

Invitiamo fan e lettori a partecipare attivamente alla rubrica “Le memorie biancoblù”. Scriveteci le vostre storie, i vostri ricordi e inviateci le vostre foto d’archivio a redazione@hcap.ch!