Settimo capitolo della rubrica “Le memorie biancoblù”, un progetto della Redazione HCAP mirato a ripercorrere la gloriosa storia del Club dagli albori fino ai giorni nostri attraverso interessanti contributi testuali e fotografici.

Una sfida contro il Locarno-Ascona alle bolle di Arcegno vissuta in prima persona direttamente sul ghiaccio e un acceso derby tutto leventinese a Faido. Sono questi i ricordi presenti nel settimo racconto di Gino Gobbi (primo presidente HCAP). Siamo nel 1939 e la voglia di hockey cresce sempre di più e pure la stampa comincia a dare seguito alle gesta dei giocatori di Ambrì e Piotta.

Buona lettura!

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Ai nostri tempi: Hockey! Hockey! Hockey!

“La federazione Ticinese?

L’attività, all’inizio del 1939, è intensa. Molte partite nel Ticino. L’HCAP è all’avanguardia e sente il bisogno di confrontarsi con squadre d’oltre Gottardo.

Prima di archiviare i primi passi dell’HCAP e delle altre squadre, sorte un po’ dappertutto, voglio ancora ricordare gli sforzi continui, costanti, per cercare di avere una squadra di casa.

1939. Una gabbia per il 1° portiere Riccardo Pusterla, di sua costruzione: con la rete da pollaio. Sulla transenna i primi sponsor. (foto: ©Gino Gobbi)

Si parte da Ambrì con il nostro autista Guido Celio, venuto dal calcio ed ora fan’s dell’hockey, futuro padre di Cipriano e Guido e con l’auto, cabriolet, dell’allenatore Primo Cavedo. In tutto, una decina. Meta le bolle di Arcegno. Si incontrerà una squadra mista della regione: Locarno-Ascona.

Sono di riserva ma aspetto ansioso di poter giocare. Devo assolutamente collaudare il mio materiale. Ho levato i “bulloni” dalle scarpe da calcio e applicato i pattini con viti di fortuna. Un nostro difensore, capitano, ferito, si ritira. Lo sostituisco. Ce la metto tutta. Ma! Due passi e sul…sedere e poi…sul sedere. Continuare così, sulle punte è una vita da “cani”. I pattini erano solidamente attaccati alle scarpe ma mancava il tacco. La partita? Una lotta tremenda con i giocatori che ne sapevano più dell’arbitro. Iniziava allora la sua lunga carriera il signor Pancaldi. La sera ci fermiamo a Magadino per uno spuntino. Graziani (Panto) aveva lussato la spalla destra, non ce la fa a mangiare. Con la sinistra è un problema. Uno gli suggerisce di prendere con la sinistra il braccio destro munito di cucchiaio e portarselo alla bocca. L’humor non mancava!

A Faido si gioca un torneo. Il Faido ha eliminato il Locarno II. L’HCAP il Lugano. Il Locarno I non ha ancora giocato. Dal sorteggio  risulta che l’AP deve giocare con il Locarno I (2-1). Finalissima Ambrì-Piotta – Faido (il derby d’allora). Pari.

Tre tempi supplementari e pari (0-0). In base al regolamento si dovrebbe sorteggiare. Le squadre si accordano per il proseguimento ad oltranza con il cambiamento del campo ogni cinque minuti. E, qui, proprio allo scadere del tempo l’AP segna un punto: l’arbitro fischia la rete…ma qui entra in scena il giudice di tempo, il quale afferma di aver prima fischiato la fine dei cinque minuti.

Si discute: la fine del gioco è sempre sanzionata dall’arbitro di gioco dopo aver avuto il segnale del tempo. Qui no! Il fischio avvenne quando il disco era già staccato dal bastone. L’HCAP non avrebbe mai accettato un trofeo senza averlo meritato. Ne parlò anche la stampa. Finalmente era con noi.

Si lavora molto per realizzare un Comitato Ticinese per definire una Federazione Cantonale e disputare un campionato.

Quale sarà la squadra che difenderà l’onore del Ticino? (continua)

                                                                                                                      19905.5 (Gino Gobbi)                                                                                                             

Invitiamo fan e lettori a partecipare attivamente alla rubrica “Le memorie biancoblù”. Scriveteci le vostre storie, i vostri ricordi e inviateci le vostre foto d’archivio a redazione@hcap.ch!