Pubblichiamo oggi il quinto capitolo della rubrica “Le memorie biancoblù”, un progetto della Redazione HCAP mirato a ripercorrere la gloriosa storia del Club dagli albori fino ai giorni nostri attraverso interessanti contributi testuali e fotografici.

Nel quinto racconto di questa rubrica Gino Gobbi (primo presidente HCAP) ricorda il primo torneo disputato dall’Ambrì-Piotta, al quale per l’occasione si presentò con addirittura due formazioni. I preparativi per rispettare i regolamenti ufficiali dell’hockey dei tempi, per procurarsi un equipaggiamento adeguato e per l’organizzazione del torneo sono intensi e impegnativi. È il 2 gennaio del 1938, la prima coppa della storia dell’HCAP viene alzata al cielo!  Passerà alla storia come la “coppa Shaib”.

Buona lettura!

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Ai nostri tempi: Hockey! Hockey! Hockey!

La squadra.

Ecco la pista ed ecco la squadra! Ora bisogna impegnarsi. La squadra c’è ma “in camicia”. È un commovente lavoro di gruppo, suddiviso in settori, tutto per l’ideale sportivo, pronti a tener duro, ad affrontare le infinite difficoltà. Sono molte: l’idrante. RICORDO: chiesto, in un primo tempo, al Municipio ci fu il veto. Una persona influente disse: “Jet mìa da dèi a trè a chi tri o quatro gnoulòi…” (Non dovete ascoltare quei tre o quattro mocciosi…). Guarda caso, lo stesso personaggio, al festone di Sajuri, abbracciò la causa dell’hockey e fu uno dei più assidui tifosi. E così venne anche l’idrante con i relativi tubi ma, pazienza, usati e bucati.

Per i bastoni eravamo auto-sufficienti e per fortuna non si guardava ancora la misura. Quello del portiere, Riccardo Pusterla, falegname, se lo fece tutto da solo, anzi ne preparò due. Pure lui risolse il problema delle porte. Con dei robusti travetti preparò il telaio che rivestì con rete metallica da pollaio. Le misure erano regolamentari, secondo un testo. Durarono a lungo. Riccardo è uno dei veterani: mi scrive da Lugano che pattina ancora, però sul campo bianconero: per lui sono amici dell’hockey e resta fedele alla leale tenzone.

Il portiere: si pensò, dapprima, ai gambali e ai guantoni: naturalmente d’occasione e ad una specie di grembiale di protezione di feltro e pelle. Il secondo portiere era veramente povero. I giocatori si impegnavano come potevano. Da un vecchio pigiama di “palpignana” si ritagliarono i pezzi e si cucirono. Si infilarono sei o sette listelle di legno compensato ed ecco i parastinchi. Nel vecchio solaio c’è ancora la macchina.

Pattini: tutti a lama larga, da applicare agli scarponi con la chiavetta. Occorreva un distintivo per riconoscere le squadre. Le sorelle del Peppino (Giuseppe Guscetti), sarte, prepararono dei bustini, sul tipo di quelli dei corridori di sci. Sul retro c’era il numero e davanti, cucito sul petto, una specie di stemma ideato dallo stesso Peppino. (Spesa totale fr. 17.-) La seconda? Aveva solo sulla schiena il numero attaccato con dei fermagli.

2 gennaio 1938. Squadra AVVENIRE dell’Ambrì-Piotta. Da sinistra a destra: Polli Renato arbitro, Ferrari Alberto, Peverelli Renzo, Giannini Delio, Graziani Armando, Visconti Remo, Aebischer Aldo, Gobbi Sergio, Guscetti E., Misoli (con coppa). (foto: ©Gino Gobbi)

Parte tecnica: il Peppino scrisse a Vico Regassi a noi noto perché scriveva e trasmetteva. Il giornalista fu molto bravo perché ci inviò i regolamenti. Scrissi a  Milano, al Palazzo del Ghiaccio, ed ebbi in risposta un opuscolo ben dettagliato dell’anno 1923/24. (Pista del 1923-Parigi 1893).

Ci fu una certa difficoltà ad interpretarli e ad applicarli ma Primo Cavedo (uno dei primi allenatori) e Renato Polli (uno dei primi giocatori e arbitro) se la cavarono egregiamente. Tutto o quasi è pronto. Si tratta di fare un po’ di propaganda per iniziare la popolazione a prendere contatto con questo nuovo sport.

2 gennaio 1938. 1a squadra dell’Ambrì-Piotta. Da sinistra a destra: Polli Renato arbitro, Nani Zamberlani, Croce Renato, Juri René, Nenno Guscetti, Juri Ernesto, Croce Franco, Juri Arnoldo dirigente. In ginocchio: Troglia Giovanni, Pusterla Riccardo, Tomamichel Giuseppe (foto: ©Gino Gobbi)

La “Coppa Sahib” (foto: ©Gino Gobbi)

 RICORDO: avevo scritto una specie di articolo per i quotidiani ticinesi: cinque o sei manoscritti: la macchina non c’era. Titolo: Sport invernali ad Ambrì-Piotta. Riassumendo: ai villeggianti estivi che cercano refrigerio nelle pinete, si sono sostituiti i pattinatori che sfrecciano rapidi sul ghiaccio. Alcuni giorni or sono, di sera, con un cielo grigio, al chiaro di un caldo falò, fu inaugurato il pattinaggio ad Ambrì. Dopo la cerimonia si cantò l’inno patrio (quello vero), venne acceso un faro e il campo fu libero…Continuando: si è costituita la società. Si è pure formato un comitato nell’aula della Filarmonica di Piotta. Attualmente due squadre si allenano e saranno pronte per le prossime feste. Il 2 gennaio 1938 verrà disputato un torneo con una coppa, dono gentile di incoraggiamento della ditta Orienta SA, Lugano, al quale potranno partecipare tutte le compagini del Cantone. Nel Ticino l’hockey su ghiaccio è ancora agli inizi ma con buona volontà e l’appoggio degli sportivi si potrà, in un corto avvenire, avere una squadra da competere con quelle “confederate”. È il sogno di molti ticinesi. (Ambrì, 21.12.1937…45 anni fa…)

Per il torneo tutti i soci attivi e sostenitori (pochi) sono in subbuglio e lavorano alacremente. Le iscrizioni sono scarse: Ambrì-Piotta, Faido, Aget-Locarno. Manca una squadra. Si ripiega con una seconda formazione dell’Ambrì-Piotta denominata “avvenire”. Un nostro grande sostenitore Arnoldo Juri, direttore della Latteria Luganese, combinò tutto con la ditta di sigarette, la quale ci diede la coppa e le sigarette da distribuire. In cambio ci impegnammo per la réclame. Per la prima volta sulla piccola transenna si vedeva la scritta “Fumate sigarette Sahib!” Le due squadre dell’HCAP eliminarono le rivali entrando in finale. Dopo una lotta serrata con i prolungamenti, ironia della sorte, vinse l’Avvenire (1-0) e … se ne parlò a lungo. (cont.)

19905.5 (Gino Gobbi)                                                                                                             

Invitiamo fan e lettori a partecipare attivamente alla rubrica “Le memorie biancoblù”. Scriveteci le vostre storie, i vostri ricordi e inviateci le vostre foto d’archivio a redazione@hcap.ch!