Pubblichiamo oggi il sesto capitolo della rubrica “Le memorie biancoblù”, un progetto della Redazione HCAP mirato a ripercorrere la gloriosa storia del Club dagli albori fino ai giorni nostri attraverso interessanti contributi testuali e fotografici.

Quando ha debuttato la prima maglia ufficiale HCAP? Nel sesto racconto di Gino Gobbi (primo presidente HCAP) il quesito trova risposta assieme ad altri gustosi aneddoti. Tra cui la genesi del primo Statuto societario, la prima sede sociale e… il ricordo del primo DERBY! Era il 6 gennaio 1939, l’HCAP vinceva contro la formazione del Lugano sulla superfice ghiacciata del laghetto di Origlio per 6 reti a 0!

Buona lettura!

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Ai nostri tempi: Hockey! Hockey! Hockey!

La Maglia

Origlio 6. 1. 1939. Da sinistra a destra: Sergio Beffa (portiere), Renzo Peverelli, Renato Polli, Nani Zamberlani, René Juri, Remo Visconti, Franco Croce, Giovanni Troglia, Giovanni Guscetti, Renato Croce. Riserva: Sergio Gobbi. (foto di ©Gino Gobbi)

 Lo sport dell’hockey dilaga e prospera nell’Alta Leventina, assurta così a patria dell’hockey ticinese. La capitale è Ambrì-Piotta. Dal pattinaggio individuale a quello organizzato e quindi alla costituzione di una vera e propria società, il passo è relativamente breve anche se non facile. E così ecco che nei villaggi di Ambrì-Piotta si è costituita un’associazione apolitica denominata Hockey Club Ambrì-Piotta, HCAP … così proclama l’articolo 1 del primo statuto della società: lo stesso articolo ne precisa anche gli scopi (dare incremento allo sport del pattinaggio ed al gioco del disco su ghiaccio; fare propaganda per la regione; aiutare lo sviluppo dell’educazione fisica). Ricordo di aver insistito molto per la stesura del 1 articolo nato a Piotta nella casa paterna, in una “stüa” vicino alla vecchia “pigna del 1677”. Lo statuto venne approvato dall’assemblea il 24 luglio 1938, ma l’HCAP prese forma già (almeno in embrione) nel 1937.

Abbiamo scelto quale sede il ristorante Monte Pettine, dalla signora Maria, la quale ci diceva: “Venite, la sala è a vostra disposizione; oppure la saletta per il comitato e non avete l’obbligo di una consumazione”. Ci regalò la coppa Monte Pettine per un torneo. Altri tempi! Quante riunioni e quante discussioni! I problemi erano molti. Ho qui una nota per l’equipaggiamento parziale del portiere…ginocchiere e guanti Fr. 128.60. Anche le maglie, secondo un progetto del Peppino, discusse e contestate, furono pronte verso la fine del ’38. Erano dieci per un valore di Fr. 120.- e la signora Croce lasciò Fr. 5.- a favore della società. E venne l’occasione di inaugurarle.

L’Associazione disco su ghiaccio Lugano organizzò, il giorno dell’Epifania 1939, un torneo sul laghetto di Origlio. A Muzzano c’era il veto. Stavo facendo degli sforzi per propagandare il gioco dell’hockey e coinvolgere la stampa sportiva e così invitai il compianto signor Barberis che su “Sport Ticinese”, in un articolo, scrisse: “Presenti 500 spettatori…Non è stato dell’hockey rudimentale quello che si è esibito ad Origlio ma neppure in veste da crisalide, del vero hockey. Chi ci ha lasciato la migliore impressione è stata la squadra dell’Ambrì-Piotta. Nove frugoli dai 16 ai 19 anni, un presidente tanto simpatico quanto entusiasta, il signor Gino Gobbi, un dirigente tanto entusiasta quanto simpatico, il signor Arnoldo Juri. Una corte di accompagnatori. Un’eleganza ricercata di abbigliamento: maglia nera con una grande scritta, Ambrì HC Piotta sul petto e relativi numeri sulla schiena”. E, sì, la prima era…bianco-nera. Insomma una brutta copia delle grandi squadre. Parteciparono al torneo le squadre: HC Lugano, HC Ambrì-Piotta e due squadre HC Scaut Siberia di Locarno.

Eliminatorie: HC Scaut Siberia A – HC Scaut Siberia B 2-0; HC Ambrì-Piotta – HC Lugano 6-0.

Finale: HC Ambrì-Piotta – HC Scaut Siberia A 3-0.

Le nove reti dell’HCAP vennero messe a segno da Zamberlani (Bibi) 4, Peverelli 3, Visconti e Juri. Tra gli arbitri (3) c’era anche la nota ala destra del Lugano, Weber… Finito il torneo i dirigenti: Gino Gobbi per l’Ambrì-Piotta, Ettorino Rossi per il Locarno e Ammon per il Lugano, hanno tenuto concilio ed è stata ventilata l’idea della fondazione di una Federazione Ticinese. Una tale associazione era ritenuta valida e necessaria per il bene, la disciplina e la polarizzazione dell’hockey su ghiaccio. Al parere di Barberis si associa anche “Sport Ticinese”, che auspica che questa federazione possa esser fondata il più presto possibile “offrendo la sua disinteressata collaborazione per il trionfo dell’hockey su ghiaccio così come per ogni causa sportiva” (Sport Ticinese 9.1.39).

E, dietro le quinte, … il giallo! All’inizio del torneo si poteva ammirare la coppa, modesta ma pur sempre il simbolo della vittoria. Alla fine della disputa, quando il capitano dell’Ambrì-Piotta si presentava per ritirarla, era…scomparsa e fu impossibile rintracciarla. Si venne a sapere che una nota oreficeria di quei tempi metteva a disposizione la coppa alla condizione che fosse il Lugano a vincerla. Il Lugano, sicuro del successo, rimase al gioco. Ma … sia il Lugano come pure l’Ambrì-Piotta, allora non potevano acquistarla. E i vincitori allora rimasero a bocca… asciutta. Ma ecco la pronta reazione dei Leventinesi…: fecero caricare su un camioncino le due porte del Lugano e le spedirono ad Ambrì… Seppi della faccenda a fatto compiuto… Per tutta la stagione rimasero da noi e all’inizio della nuova ritornarono a Lugano… ma il fatto rimase ben impresso nella mente dei giocatori di quei tempi…

19905.5 (Gino Gobbi)                                                                                                             

Invitiamo fan e lettori a partecipare attivamente alla rubrica “Le memorie biancoblù”. Scriveteci le vostre storie, i vostri ricordi e inviateci le vostre foto d’archivio a redazione@hcap.ch!